LA STORIA
Il Tempio Voltiano venne inaugurato nel 1928 voluto e finanziato dall’industriale e mecenate Francesco Somaini (1855-1939), per celebrare il primo centenario della morte di Alessandro Volta (1745-1827).
Dalla data della sua costruzione, conserva e valorizza gli originali cimeli e strumenti scientifici dei voltiani, oltre alle ricostruzioni dei suoi manufatti.
Ma perchè celebrare proprio il centenario della morte in questo modo? Perchè un grande incendio nel 1899 aveva distrutto parte delle invenzioni proprio durante la grande Esposizione Voltiana allestita in Como per il Centenario dell’invenzione della pila.
LA STRUTTUTA
Il Tempio Voltiano, più che al neoclassicismo lombardo, si avvicina allo stile palladiano e in generale porta un riferimento “neoromano”; l’ossatura dell’edificio è realizzata interamente in cemento armato, ma l’aspetto si avvicina in maniera inconfutabile a quella del Pantheon.
La galleria al primo piano è occupata dalla descrizione della figura di Alessandro Volta, seguendo tutte le fasi salienti della sua vita compresi i vari riconoscimenti che ricevette prima e dopo la sua morte.
LA ZONA
Il Tempio Voltiano si trova nei pressi dei giardini a lago, più precisamente sul Lungo Lario Marconi.
Guardando alla sua destra si va verso il lungo lario Trieste e il centro, volgendo a sinistra invece si prosegue la passeggiata che porta alla stadio, all’Hangar fino a Villa Olmo.
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