“Tracce” a Cernobbio: la mostra diffusa di Davide Dall’Osso tra arte, paesaggio e materia
Dal 14 marzo al 4 ottobre 2026, Cernobbio ospita “Tracce”, la nuova mostra diffusa dell’artista Davide Dall’Osso, a cura di Francesca Bogliolo.
L’esposizione si sviluppa tra Via Regina, il Lungolago, Villa Bernasconi e la Galleria GALP, trasformando la città in un percorso artistico a cielo aperto.
Un progetto che trasforma Cernobbio in una galleria diffusa
“Tracce” fa parte di Ombre e Presenze, un progetto triennale promosso dal Comune di Cernobbio e dalla Galleria GALP.
L’iniziativa invita il pubblico a riflettere su temi profondi come:
presenza e assenza
materia e trasformazione
rapporto tra corpo, spazio e percezione
Dopo il successo della prima edizione dedicata a Stefano Bombardieri, il secondo capitolo del progetto punta su un linguaggio completamente diverso.
Infatti Dall’Osso introduce un’estetica fatta di leggerezza, trasparenze e materiali riciclati.
Davide Dall’Osso, “Tracce”, Cernobbio, ph. Mario Teli
Le opere: tra materia e immaterialità
Le sculture di Davide Dall’Osso nascono dal riuso di materiali industriali, come policarbonato e plexiglas. Tuttavia, grazie a un lavoro raffinato sulle trasparenze, le opere sembrano sospese tra presenza fisica e immaterialità.
Di conseguenza, ogni installazione dialoga con l’ambiente circostante:
il lago riflette le forme
la natura amplifica la leggerezza delle opere
l’architettura storica crea contrasti visivi
Il risultato è un’esperienza immersiva, dove arte e paesaggio si fondono in modo naturale.
Davide Dall’Osso, “Tracce”, Cernobbio, ph. Mario Teli
“Tracce”: un percorso da vivere
Il titolo della mostra, “Tracce”, prende ispirazione dalla poesia Per un teatro clandestino di Antonio Neiwiller.
Il percorso espositivo si sviluppa attraverso 15 installazioni, per un totale di circa 60 sculture.
Ogni opera rappresenta una traccia lasciata dall’artista: un segno da osservare, interpretare e vivere.
L’esperienza invita il visitatore a fermarsi, osservare e interrogarsi.
Infatti le opere raccontano temi universali come:
resilienza
rinascita
cambiamento
empatia
ricerca di senso
In questo modo l’arte diventa uno strumento per leggere il presente e immaginare nuovi inizi.
Un dialogo tra arte e territorio
Uno degli aspetti più interessanti della mostra è la sua diffusione nello spazio urbano.
Le installazioni non si concentrano in un unico luogo. Al contrario, si distribuiscono tra:
il Lungolago
le vie del centro
Villa Bernasconi
la Galleria GALP
zone meno turistiche della città
Questa scelta permette di coinvolgere l’intero territorio e di offrire una nuova prospettiva su Cernobbio.
Inoltre, le opere si inseriscono nel paesaggio come presenze silenziose ma potenti, capaci di valorizzare l’identità del luogo.
Davide Dall’Osso, “Tracce”, Cernobbio, ph. Mario Teli
Chi è Davide Dall’Osso
Davide Dall’Osso si forma alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano e lavora inizialmente come attore.
Successivamente sceglie la scultura come linguaggio principale, sviluppando una ricerca artistica legata alla sostenibilità.
Le sue opere nascono infatti dal riutilizzo di materiali di scarto, in linea con i principi dell’economia circolare.
Le sue installazioni, spesso concepite come vere e proprie “drammaturgie visive”, creano un dialogo tra culture diverse e coinvolgono emotivamente il pubblico.
Informazioni utili
📍 Dove: Cernobbio – Via Regina, Lungolago, Villa Bernasconi, Galleria GALP
📅 Quando: dal 14 marzo al 4 ottobre 2026
Villa Bernasconi
Orari: venerdì – lunedì, 10.00 – 18.00
Galleria GALP
Orari:
martedì – sabato 10.00 – 13.30 / 15.00 – 19.00
domenica 10.00 – 13.00
Per informazioni:
👉 www.galleria-galp.it
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